14 marzo 2012

Acqua calda

In principio fu l’acqua calda. Subito dopo venne l’idea (confermata dai fatti) che il maschio fu, fu stato, e sempre sarà, traditore. Possibilmente dopo aver apposto la firma in calce nerosubianco accanto all’amata consorte.

Così hanno il pasto caldo e tanto affetto assicurati al ritorno a casa dal lavoro.

Perché l’uomo tradisce solo per sesso.

L’uomo sa scindere.

L’uomo spesso è scisso, diciamolo.

Ha gli organi del corpo dissociati.

Vive la propria interiorità a comparti stagni.

E non c’e’ sulla Terra fedifrago che non sostenga di essere profondamente innamorato della propria metà.

Geniale direi.

Di una coerenza unica.

A mio avviso commovente, almeno a tratti.

Provo a tracciare qualche identikit di traditore in ordine sparso:

Il pragmatico: siete nella sua agenda tra i vari appuntamenti di lavoro, e non per nascondersi dalla consorte, quanto perché per lui fare sesso è uno dei tanti impegni quotidiani. Affidabile e sistematico, attacca puntuale saltando i preliminari, si svuota velocemente con ritmo meccanico mentre mentalmente si sta già organizzando per l’appuntamento successivo. Immaginatevelo nella scena del film di Verdone, quando il protagonista in pieno esercizio ginnico risponde ad una telefonata di lavoro e giustifica il palese fiatone esclamando: “sto facendo le scale!”.

Il disimpegnato: questo simpatico esemplare di traditore, all’opposto del pragmatico, nutre una profonda allergia agli impegni, per cui appare e scompare dal tuo letto “appena può”. Allegro, brillante, imprevedibile, pesantemente afflitto dalla sindrome di Peter Pan, sarebbe da prendere allegramente a calci se non fosse che possiede doti amatorie degne di un pornodivo, per cui vorresti legarlo al letto e non lasciarlo andare più via.

L’ansioso: pur avendo fatto del tradimento il senso del suo matrimonio, non riesce a gestire le emozioni. Vi penetra furiosamente ed eiacula velocemente per lasciar spazio ai suoi sensi di colpa. L’agitazione per il rientro a casa lo assale tanto da essere preda di un’ irrefrenabile logorrea e non riuscire più a schiodarsi dal vostro letto. Mentre emette frasi senza senso provate a rianimare l’attrezzo del piacere ma senza successo. Per fortuna è mansueto, si lascia accompagnare al portone docilmente.

Il traditore fedele: sembra un paradosso ma non lo è. Questo genere di fedifrago, pur palesando tresche reali e/o virtuali con chiunque possieda un apparato respiratorio, ha la faccia tosta di decantare quanto tu sia la sola ed unica luce nel buio della sua triste esistenza. Tipo che prima di averti conosciuta giammài avrebbe preso in considerazione l’idea di tradire. A che pro lancia l’ennesima bugia al mondo, non è dato saperlo.

Ma intanto ne parliamo…perché parlando si schiariscono le idee.

E a voi qual’e’ capitato?

Fedelmente vostra,

Letizia

02 settembre 2011

Bombolone alla crema

Dilemmi sudati da ombrellone.
Che proseguono all’aperitivo in terrazza.
Per immergersi nel long drink serale.
E finire all’alba spalmati sulle dita come crema o maionese.

Una vita da non morire mai.
Un’estate come tante altre.
Trascorsa con le amiche a chiedersi:

“Per iniziare una relazione è più importante l’attrazione fisica o quella mentale?”

C’est à dire, si inizia da sopra o da sotto?
Sesso o mente?
Corpo o anima?
Cuore o cervello?

La vera nota socio antropologica che vorrei riportare è che in genere, dalle grandi filosofie relazionali del nostro secolo, e senza essere giunte a NESSUNA conclusione logica, si finisce per disquisire avidamente di membri.

Membri provati, intravisti o addirittura sognati.
Membri di ogni razza e colore.
Membri marmorei, teneri, dolci e succulenti.
Membri misti per tutti i gusti.

Quindi la risposta è già insita nella domanda.
Una risposta del cazzo, mi consenta.
Ma reale.

Cosa ci scervelliamo a fare, mi chiedo, nel tentativo di mettere insieme il puzzle di una presunta anima gemella, se poi l’unico incastro che conta è quello anatomico?

Il fatto è che non puoi stare a ragionare troppo.
Portatelo a letto e poi vedi.
Lo dicevano anche le nonne*.
Anzi no.
Le nonne da tradizione consigliavano quello ricco.
La sapevano lunga.
Mentre noi al limite stiamo dietro a Rocco.
O forse sarebbe meglio stargli davanti.
In ogni caso nei pressi.
E’ rassicurante.
Avvolgente.
Introspettivo quanto basta.
Possibilmente anche retrospettivo.
Uno dal colpo sicuro.
Un uomo tutto d’un pezzo.
E che pezzo!

Purtroppo non è nemmeno questo che conta.
Intanto perché Rocco non esiste**.
Poi perché l’ardore fisico nella coppia prima o poi sfuma.
Muore.
Si spegne come un fiammifero nella neve.
E non sai più che pesci prendere.
Col plurale maiestatis, che fa figo.

E allora la risposta al dilemma esistenzialestivo per me è una:
si parte né da sotto né da sopra, ma dal sottosopra.
Dal sesso mentale.
Dall’anima che prende corpo.
Dalla sintonia delle parti e dall’anima del tutto.
Il silenzio che si fa musica.


Un fenomeno rarissimo, quasi quanto Rocco.

Celestialmente vostra.....
Letizia




*quando hai in mano una verità scomoda, la colpa è sempre della nonna! Ma che male avrà mai fatto?
**hai letto bene, NON ESISTE! uccidiamo i falsi miti una volta per tutte…..



16 marzo 2011

Luoghi comuni

Udite udite. In Inghilterra hanno pubblicato un libro che è già best-seller. E’ intitolato semplicemente: A cosa pensano gli uomini a parte il sesso.
Una copertina nera che salta all’occhio.
Un titolo accattivante
Un libro sicuramente di facile lettura.
Infatti all’interno ha 200 pagine completamente bianche.
Un quaderno di appunti. Utilissimo. Pratico. Uno schiaffo in faccia a tutte le femmine (noi) che si ostinano da secoli a cercare di trovare nella testa dei maschi pensieri diversi da quello.
Tipica la scena da film dove i due sono a letto, lui guarda assorto nel vuoto, e lei dopo 22 secondi netti di silenzio non resiste e lo spacca in 4 con la frase canonica: “ a cosa stai pensando?”.
Alla smorfia di lui, lei incalza con viso scocciato:” non mi dici mai a cosa pensi!”.

Ma cristosanto, se lui non ti rende edotta ci sarà un motivo!
Probabilmente (anzi, sicuro) non pensa a nulla.
Forse pensa a come si sentirebbe meglio dopo una bella scopata.
O, se l’ha appena fatto, pensa al modo più rapido ed indolore per addormentarsi.
Dopo la notte arriva mattina.
E la mattina significa lavoro. Ingannare il tempo con soddisfazione guadagnando da vivere.
Cosa desiderare di più?

Donne, impariamo da loro!
Hanno desideri semplici. Concreti. Basati sul momento presente.
Possibilmente realizzabili.
E infatti li realizzano. Non tutti, non sempre, ma l’idea è quella.
Ho conosciuto pochi uomini insoddisfatti della loro vita.
Della loro moglie, invece, tanti!

Perché lei non pratica a letto questo e quello.
E dire che l’avevano scelta proprio perché non faceva “questo e quello”.
Aveva l’aria di una brava ragazza.
Una santa.
Da sposare, appunto.
Così ora, dopo anni di convivenza, hanno la scusa buona per sfamarsi altrove.
Dicono: ne abbiamo l’esigenza. Lo facevano anche i cavernicoli, perché non dovremmo farlo noi?*
La società (maschilista)e la genetica sono dalla loro.
Anche alcune donne, ahimè.

E a proposito di donne, mi chiedo da sempre una cosa:
una volta appurata questa semplicità di raziocinio da parte dei maschi, che spesso fa a pugni con la nostra avida complessità concettuale**, perché non ne godiamo?
Abbiamo bisogno per forza di avere accanto un essere analogo al nostro?
Non sia mai!
Sai che casino, stare al mondo.
Molto più di adesso.
Tutti a farsi paranoie inutili.

Tutti a soffrire di insonnia e di stitichezza.
Tutti a scopare solo per amore.
Cioè mai!
Un mondo pieno di telenovelas.
E di reality shows.
Sarebbero felici solo i parrucchieri.
E le estetiste.
E il premio Nobel andrebbe all’inventore del gel per le unghie.


Il problema sorge quando incontri un uomo complicato.
A me è successo.
Insicuro. Difeso. Terrorizzato dalle conseguenze di venire a letto con te.
O, peggio, di instaurare una qualsivoglia relazione con te.
Estremamente cerebrale.
Su ogni piccola cazzata tesse discorsi di ore. A volte di giorni interi.
Elucubra, riflette, elabora i concetti più astrusi.
Spesso dimenticandosi che esisti.
Un soliloquio maniacale continuo e ripetuto.
Perché lui è sensibile.
Non prende le cose alla leggera.
Soffre.
Probabilmente l’unico a soffrire così tanto su questa Terra.

E così, per evitare di essere trascinata nel baratro del suicidio, inizi a rimpiangere Lui.
L’homo simplex..
Che non è un virus contagioso.
E’ il discendente del cavernicolo.
Magari fin troppo diretto e pratico, ma efficace.
Ci compensa.
Ci aiuta.

Donne, facciamoci aiutare!




contagiosamente vostra....

Letizia





*questo fa presupporre che si considerino addirittura “altro” dagli uomini delle caverne…buono a sapersi!
** non sempre. C’e’ anche qualche donna che tenta di imitare i maschi o, peggio, che fa il ministro.

25 gennaio 2011

Mister Sesso

Alzi la mano chi non ha mai avuto un Mister Sesso tra le lenzuola*.
Io l’ho avuto, e me ne vanto.
Se non altro per come si era messa all’inizio…
Perché non riuscivo a vedere in quell’energico giovane dai lineamenti perfetti un potenziale oggetto sessuale.

Certo, ero attratta dalle sue labbra carnose, ma non bastava.
Il suo sguardo era talmente dolce che a prima vista l’avrei scambiato per il classico fanciullo inesperto in cerca di emozioni forti. Non che la cosa non mi attizzasse…ma temevo fosse tanto ignaro del suo corpo e così in preda all’ormone post-adolescenziale da non rivelarsi all’altezza.

In più, quel suo fisico sottile e longilineo mi alimentava l’idea, in uno stereotipato immaginario personale di proporzioni e statistiche calcolate sulla base di esperienze precedenti, di una prestanza appena sufficiente.
Diciamo sotto la media.
Tutto sommato, quando ho accettato di vederlo dopo la sua vaga insistenza, ero pronta al peggio. Magari a consolarlo per il brutto voto preso all’esame dopo un coito da 23 secondi netti (compresi i preliminari)

E invece…
Gli è bastato sfilarsi gli slip, estrarre lo strumento e iniziare a strimpellare le mie corde.
Un genio, un talento innato, uno Stradivari del sesso.
Mister Sesso, appunto.

Con un particolare fondamentale:
Mister Sesso parla solo di sesso.
Di come farti godere, di come farlo godere, di come gli piace, di quanto ti piace, e menate del genere.
Un filosofo, a tratti.

E mentre lo fa, mentre nelle rare pause si mette a disquisire, non ti guarda mai in faccia.
Non sia mai che tu possa pensare che si stia rivolgendo PROPRIO a te.
Mister Sesso fa sesso a prescindere da chi c’e’ sotto.
O sopra.
O di fianco.
O davanti a 90 gradi.
Facciamo 95, è più folkloristico.

E c’e’ un’altra cosa che mi ha colpito:
Mister Sesso tiene il conto di tutti i tuoi orgasmi.
Pretende che li dichiari mentre stanno avvenendo, anche a costo di farti venire un infarto.
O di procurarti un’asfissìa per mancanza di ossigeno.
Ma è importante.
Anzi, è fondamentale.

Perche’ Mister Sesso probabilmente mette la tacca in doppia colonna, una per il numero di vittime e l’altra, con parentesi graffa, per la quantità di godute femminee procurate dal suo violino.
Una sottocolonna da vero masculo scafato.
Da matematico in erba, oserei dire.
Forse l’unica cosa importante (la colonna, non la matematica)da tramandare ai nipotini.

Cosi’, vaneggiando, dico che Mister Sesso e’ arrivato con il suo rottame di latta e se n’e’ andato a bordo di una Ferrari giallo fuoco.
Più veloce della luce.
Più raro del passaggio della cometa.

Dovrebbero farci una fiction.**
Una soap opera che si ripete sempre uguale.
Le vittime si sottopongono e si susseguono anche reincarnandosi in parenti et similia, e Mister Sesso è sempre lì.
Inossidabile.
Sempre sull’attenti.
Disponibile.
Il sogno di qualsiasi femmina sanadicorpoedimente.

Altrochè poliziotti e preti d’assalto, con Mister Sesso sai che audience!

Orgasmicamente vostra
Letizia





*naturalmente mi rivolgo a voi, amiche donne in ascolto….poi che anche agli uomini sia capitata una Miss Sesso tra le coltri, affari loro! che lo vengano a raccontare, se ne hanno il coraggio!

** aborro la TV e in particolare questo genere di telefilms, ma in questo caso la videodiffusione di certi personaggi potrebbe essere davvero spassosa.

17 gennaio 2011

Donna Letizia

Perche' una donna non puo' parlare liberamente di sesso senza essere presa per una "facile"? Io ne parlo e lo tratto come un qualsiasi altro argomento di conversazione.Anzi, di piu'. Lo metto avanti agli altri. Perche' aiuta a sviscerare le relazioni. E poi perche' va a toccare le corde di una mentalita', quella italica, un po' retrograda. Basta vedere le smorfie di chi ascolta. O i sorrisini di scandalo. O, peggio, l'agitarsi delle mani di certe donzelle affannate a dichiarare che "loro no, loro non lo fanno, non ne parlano e si dissociano".
Figuriamoci. C'e' pieno di suore di clausura, la' in giro.
Vedi, un uomo non lo farebbe mai. Un uomo al limite starebbe al gioco sbavicchiando un po', e poi proverebbe a portarti a letto. Perche' loro culturalmente sono sdoganati al sesso, e se la godono. Noi invece no. Dobbiamo nasconderci e trovare anche mille giustificazioni,a noi stesse prima che a tutti gli altri: che eravamo fuori di senno o, peggio, innamorate. (e a volte i due stati coincidono, sia detto per inciso).
Ma perche' non possiamo parlare di sesso e viverlo liberamente, nei modi e con le persone che scegliamo noi?
Ora che escort e ministre-soubrettes sono alla ribalta delle cronache, e' sempre piu' evidente che l'immagine femminile si e' ridotta a pura merce di scambio siliconata, alle sole dipendenze del potere edonistico maschile. Se fossi ignara della realta', le vedrei come bambole di gomma in un mondo hollywoodiano di cartapesta (e viagra), invece occupano gia' da anni le copertine scintillanti dell'immaginario collettivo. E poi hai voglia a dire che "per arrivare al potere devi scendere a compromessi". Questi non sono compromessi, qui ci stiamo snaturando.

Donne, e' ora di basta!

07 ottobre 2010

Calma e sangue caldo

Ricevo da un affezionato lettore e volentieri pubblico:

Cara Letizia,
vorrei approfittare del tuo spazio per alcuni chiarimenti, l'altra sera ero a cena con amici e tra una pizza, uno scherzo e una battuta, mi sono reso conto di essere stato travisato, come se fossi uno sbrigativo a cui non piacciono i preliminari.
Proprio di questo vorrei qui parlare: dei preliminari.
Innanzitutto proviamo a definire cosa intendiamo per preliminari: io li definirei come quelle pratiche ante coito che servono a portare l'eccitazione e la carica ormonale al livello giusto. Ma dove finisce il preliminare e comincia il coito? Quando lo metti dentro? Una fellatio o un cunnilingus sono preliminari? Quindi se ti fai uno spettacolare 69 con orgasmo di entrambi, hai fatto solo i preliminari? Qui ci sarebbe molto da discutere.
Cominciamo dall'esigenza di queste pratiche preparatorie, secondo me è molto soggettivo, cambia da individuo a individuo, cambia da con chi lo fai, cambia da situazione a situazione. Per comodità generalizziamo, di solito la donna in questo settore è più esigente ed ha bisogno di più tempo.
Immaginiamo una scena:
lui a letto nudo, lei in bagno che si prepara, coppia consolidata od occasionale, non è importante, lui è impaziente, lei entra in camera con solo un baby doll, si ferma in fondo al letto, lo guarda sposta le spalline e l'indumento è sul pavimento, resta lì in piedi nuda, con un seno prepotente e la passerotta alla moicanina ... ecco per molti maschietti a questo punto i preliminari sarebbero sufficienti... ma andiamo avanti... lei dopo qualche istante che si è fatta ammirare lo raggiunge, si abbracciano. Lui già la aprirebbe in due, ma sa bene che rovinerebbe tutto, quindi le mani partono alla ricerca dei bottoni giusti. Qui bisogna fare una distinzione, coppia consolidata o occasionale, nel primo caso lui dovrebbe sapere come muoversi e cosa toccare e come per accendere il motore, nel secondo bisogna scoprirlo. Mi viene in mente una metafora, è come suonare uno strumento scordato, che a tentativi devi accordarlo. Cominci a sfiorare a toccare a baciare sempre attento alle reazioni, sempre alla ricerca di un sospiro, di occhi che si chiudono e labbra che si schiudono, di gambe che ti invitano, di ventri che si contraggono. Le baci il seno, forte? Piano? Dipende! Lo devi scoprire. Poi inevitabilmente arrivi là con la lingua a stanare il bottoncino magico e la musica cambia. A questo punto occorre un distinguo, donna pluriorgasmica o monorgasmica, la prima ti lascia andare avanti fino ad arrivare al suo primo orgasmo (beata lei!), la seconda (nel mio film) lo ferma, non vuole venire così, ma con la penetrazione, allora prende iniziativa e... capovolgimento di fronte; lo sistema supino, afferra il suo uccello già da un pezzo in maestosa erezione e comincia a succhiarlo con trasporto. Una scarica elettrica gli attraversa la spina dorsale, lei sta ben attenta a non esagerare, a non farlo esplodere vedendosi così sfumare il gingillo del piacere. Lo tiene in bocca per pochi minuti, poi gli sale sopra, lo prende con la mano, lo indirizza verso la sua intimità e sedendosi se lo infila tutto, in un sol boccone. Pochi istanti ferma, cercando la massima aderenza dei pubi e la massima penetrazione e poi comincia il saliscendi, sempre più veloce. Lui, mani sulle chiappe, spinge verso l'alto seguendo il ritmo di lei e leccando le turgide tette che gli ballonzolano davanti al viso. L'orgasmo non tarda, lei accelera il ritmo, cerca con insistenza lo sfregamento del suo clitoride sul pube di lui, poi esplode: occhi chiusi schiena inarcata, contrazioni pelviche respiro affannoso. Lui non poteva venire dentro, sapeva che lei non era protetta, si guardano negli occhi, lei appagata lui con un'aria contrariata ed un palo di marmo ancora dentro. Lei fa uno sguardo birichino, ha un'idea per soddisfarlo, si solleva, si sfila il membro pulsante, si sistema un po' più avanti e lo punta sul secondo canale. Comincia a scendere ed impalarsi su quell'attrezzo che, se possibile, è diventato ancora più duro. Lei si morde il labbro, le fa un po' male, si ferma con la punta dentro, aspetta che il suo buchetto si abitui all'ingombrante intrusione. Poi riprende la discesa, lentamente ma inesorabilmente fino in fondo. Quanto è ben piantato in lei, guarda lui intensamente negli occhi, lo bacia e comincia a pompare. Bastano poche spinte, lui è al limite, e le scarica tutto il suo seme nelle viscere.

Ecco, in questa storia, dove finiscono i preliminari e comincia il sesso?
E' aperto il dibattito.

06 settembre 2010

Riso amaro

L’estate porta consiglio. Anche qualche notizia choc. Vengo a sapere da alcuni compari di fatiche natatorie e culinarie che, all’alba* del XXI secolo, esistono ancora donne che si esimono dalla pratica del sesso orale. Roba da pazzi. Ma dico, esiste hobby più rilassante? Ti sdrai in santa pace, ti sistemi la chioma, sputi il chewing gum, lo prendi in bocca e inizi a succhiare. Naturalmente il ciuccio** in questione deve essere gradevole all’olfatto, alla vista e al tatto. Deve essere vivo, deve rispondere prontamente alle sollecitazioni della tua lingua su di lui, deve dialogare con te in un delirio di sensazioni e di umori grondanti, adattandosi senza sforzo alla tua anatomia palatale.***

Ha un’anima, il ciuccio ideale?

A volte credo di sì, ma altri quesiti tolgono il sonno a noi dolci (e praticanti) pulzelle.

Ad esempio: labbra serrate o morbide? Lingua rigida o avvolgente? Con le mani o senza? Più in alto, più in basso, più a destra o più a sinistra? E così via…

A occhio e croce il ciuccio sembrerebbe di fede trasversale bipartisan…c’est-à-dire, gli va bene tutto, purchè si succhi. Sarà perché in quei frangenti è inutile fare domande, la vena è chiusa, il sangue è sceso tutto lì e la facoltà di parola tornerà dopo la prima birra prima della seconda sigaretta****

Tuttavia, nei miei esperimenti teorico-pratici ho individuato almeno 3 tipi di approccio alla pratica orale:

  1. il cosiddetto “bocchino”: prevalenza di labbra più o meno serrate in un saliscendi vorticoso. Aggiunta di lingua q.b. per aumentare l’effetto.
  2. il “pompino”, cioè labbra e lingua con risucchio bello corposo e anche rumoroso (volgave ma molto eccitante)
  3. il “soffocone” (o soffocotto), cioè succhiarlo costantemente fino a toccare la gola. Da praticare a piccole dosi, in quanto procura effetti collaterali assai indesiderati.

Teorizzando ulteriormente, potrei affermare che il massimo effetto si ottiene mixando a piacimento i 3 punti con molta fantasia e soprattutto con gusto….l’uomo godereccio e attento si accorgerà pressoché subito se state succhiando con gioia e piacere, o giusto per fare un favore o, peggio, “per il quieto vivere” (cit.).

Ma tornando ai dubbi da praticante, la domanda in realtà più scottante, che nessuna (forse) ha mai osato gridare è: non dovrò mica ingoiare quella roba làààà?

Eh sì perché diciamocelo, amiche all’ascolto: il frutto del praticantato non è esattamente una bevanda sopraffina. E’ assai viscido e con un retrogusto di kefir di capra andina andato a male.*****

Questo nella maggior parte dei casi, almeno a quanto mi risulta da brevi sondaggi di corridoio, spogliatoio, e quant’altro finisca in –oio.

D’altra parte è innegabile che l’ingoio finale sia una delle pratiche più piacevoli ed eccitanti che possa mai ricevere un uomo. E allora, perché fermarsi alle pendici se si può raggiungere la vetta?

Ultimamente discutevo con una compare di merende proprio su questo: come portare a termine la missione con classe ed eleganza dando anche l’impressione di essere semplicemente deliziate da cotanto miele?

Tra le tattiche studiate elenco le seguenti:

a) fingere un mal di denti improvviso e, correndo in bagno, depositare il tutto nel primo tubo di scarico a disposizione (da eseguire una volta sola in rapporti occasionali, alla lunga verresti sgamata)

b) mimando soddisfazione, trattenere il succo nella sacca sublinguale e nel frattempo sviluppare capacità ventriloque per intrattenere il partner. (da eseguire per pochissimi minuti e solo se il partner ha problemi di udito e/o presbiopia)

c) tappare il naso durante l’ingoio per non sentire il sapore (un classico intramontabile, lo facevamo anche con i fegatelli preparati da mamma nell’infanzia, ma ben poco fine….da eseguire senza essere viste, magari fingendo un prurito al naso improvviso)

d) tenere a portata di mano una busta o un bicchiere e tentare di evacuare lì, mentre fingi disperata di cercare un orecchino d’oro caduto sotto il letto durante il coito (eseguibile dopo mesi di allenamento, ove hai sviluppato grandi capacità ginniche e una velocità di esecuzione da record).

Una cosa è certa. Siamo lunatiche e imprevedibili, ma la fantasia non ci manca….provare per credere.

Inesorabilmente vostra,

Letizia

*in realtà siamo già a secolo inoltrato, ma adoro quell’espressione temporale così romantica!

**il riferimento all’infanzia non è casuale… da bimbi ci addormentavamo succhiando. Non è già questa una prova provante dell’assoluta piacevolezza della pratica orale?

***ok, qui esagero un po’, ma meglio puntare alto….in tutti i sensi.

**** dietro la mia maschera di anticonformista si nasconde una sostenitrice incallita di vari luoghi comuni, tra cui la sigaretta del “dopo” (mai fumata, credo….)

***** non siete mai stati sulle Ande? Peggio per voi….

28 giugno 2010

Scent of a (wo)man

Wanted, dead or alive. Parlo di tutti quegli esseri che provocano la controparte fino allo spasimo e poi si tirano indietro. Ci ripensano. Incassano l’allungamento o l’inumidimento delle parti intime altrui e lo registrano come vittoria. Dopodiche’ se ne vanno, magari con soddisfazione e con l’autostima alle stelle.
Dico, di taluni individui bisognerebbe appendere foto segnaletiche per la citta’. Spargere voce tra amici e parenti. Annettere lo struscio preterintenzionale tra le pratiche contro-natura* subito dietro la sodomia**. Dico, hai provocato una reazione evidente, ora ti assumi le tue responsabilità’. Per carita’, puo’ capitare di cambiare idea all’ultimo momento: esci per la prima volta con uno/a che ti piace, e al 36’ del I tempo ti avvicini a lui/lei per baciarlo/a e scopri che ha i denti color cappuccino e l’alito fetido. Dico la prima cosa che mi viene in mente. E da li’ inizi a giustificarlo/a pensando che sia la forte emozione della tua presenza a rendere la sua lingua irrimediabilmente cartonata. E vabbe’. Poi nel frattempo che ti eri messo/a il cuore in pace, anzi, avevi accolto l’idea con profondo senso di riconoscenza, scopri magari che ha le estremita’ corporee aromatizzate all’essenza di muflone. Allora li’ inizi a dubitare seriamente della scelta. E fai fatica a sbottonarti. In certi casi ci sta. Ma se il check up della persona e’ andato a buon fine, vi piace e non solo, avete gia’ tentato di infilargli/le provocatoriamente la lingua in bocca un paio di volte, allora si tratta di crudelta’ allo stato puro. Roba da prostituzione gratuita senza motivo apparente.
Il dilemma e’ il seguente: perche’ creare suddette situazioni? A tutt’oggi non so darmi una risposta. Pero’ fonderei un centro di ascolto, un telefono verde (dalla bile) per tutte le vittime dei profumieri e delle profumiere, di coloro cioe’ che te lo/la fanno solo annusare.
144-xxx xxx :chiamatemi, e condivideremo le nostre esperienze.
Seguono altri dilemmi estivi a ruota libera: ma i veri traditori sono quelli che sposano coerentemente l’adulterio e se ne vanno in giro ad infiocchettare chicchessia in un attimo di distrazione del coniuge, o i fedifraghi profumieri che tradiscono solo col pensiero?
E poi: ha un senso la coppia tout court? Intendo, la classica coppia che sta insieme da secoli e per secoli. La maggioranza, tra un dovere coniugale e l’altro, pare se ne vada in giro a divertirsi con propri simili***. Di conseguenza mi chiedo: ha un senso il giuramento di amore eterno? A me sembra una follìa. Che poi, se ami veramente qualcuno, che bisogno c’e’ di metterlo per iscritto su un documento ufficiale? Le scuse sono sempre le stesse: la sposa sogna l’abito bianco, lo sposo ha voglia di ubriacarsi con gli amici per l’ennesima volta, ed entrambi lo devono fare per i genitori****. In realtà a me sembra un tentativo di trattenere “legalmente” una persona per paura di perderla. In separazione dei beni, ovviamente, altrimenti perdi anche il capitale.

…..
Letizia


*per chi la subisce, ahimè, e non per chi la pratica. I/le praticanti sembra godano di un piacere sadico sottile nello stendere la preda e poi andarsene.
** meglio un sodomita davanti piuttosto che alle spalle…lo dico per voi lettori uomini, che siete la maggioranza. Chissà poi perché. Forse che a noi donne, come da copione, il sesso non interessa?
*** intendo dire con persone ugualmente stanche della vita coniugale e in cerca di emozioni forti.
**** poveri genitori, incolpati perfino di questo….non bastava la disgrazia (mai perdonata) di averci messo al mondo senza il nostro consenso, e la colpa per non averci desideratoamatobaciatoabbracciatococcolato come avremmo voluto…ora pure la colpa di averci imposto il matrimonio!

11 febbraio 2010

ORALMENTE PARLANDO (il parere della controparte....)

Autore: Il Presidente della Lega per l'Etichetta sulle Donne (PLED)

Mi si è chiesto di definire le donne a letto, non solo dal punto di vista della verbalità. E' complicato, la differenza tra una e l'altra è abissale, sia dal punto di vista fisiologico che comportamentale. Senza contare che, mentre ci fai sesso, spesso si stanno facendo dei voli pindarici, magari pure romantici, anche se vi hanno rimorchiato mentre vomitavano nel cesso del locale. Se non penserà al romanticismo, minimo si chiederà cosa starete pensando di lei.
“Che ti piace scopare, che problema c'è?”.
Pessima risposta.
Nella mia seppur non vastissima esperienza ho incontrato diverse categorie di donna, che vi vado ad elencare per tipi:
Il Giovane Virgulto/l'astinente da lungo tempo: Se ti prende, ti spolpa. Scopa con una energia e un trasporto che non aveva da tempo, dopo essere uscita da anni di pene d'amore per un fidanzato che nel frattempo ha fatto in tempo a sposarsi ed avere tre figli, oppure perchè ha capito finalmente che tenersi la verginità alla sua età la imbarazza, o, peggio, perchè è uscita da una lunga riabilitazione dopo un incidente. La sua nuova energia tenterà di spazzarti via. Se resisti, saranno i 6 mesi migliori della tua vita. Purtroppo, tu camperai di quei ricordi per il resto della tua vita. Se il suo ex l'aveva mollata, un motivo c'era...
La Mangiatrice di Uomini: sovente dietro la mangiatrice di uomini si nascondono turbe psicologiche non da poco, comprendenti rapporti con padri assenti, scarsa autostima, o una certa difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Sopperiranno quindi la qualità con la quantità, credendo che prima o poi troveranno il giusto incastro provandone sempre di nuovi. In questa “ricerca dell'Arca Perduta”, anche di fronte a segni inconfutabili di orgasmo, continueranno a negare. La loro è una missione senza fine, che però si devono risolvere nella testa.
La Fidanzata Infedele: E' felicemente fidanzata, che nessuno metta in discussione il suo amore. Tranne lei, che continua a infastidire tutti quelli che le ruotano intorno. Prova piacere nel negarsi, nel volere solo “un'amicizia profonda”. Richiede pazienza, ma alla fine muggisce vigorosamente.
La Sfida: Ti punzecchia, ti provoca, ti molesta. Non importa se sei interessato, ti coprirà di epiteti, ti dirà che con lei non ce la faresti, che “quello è molto meglio di te”. Di solito, la volenterosa, ti spronerà per tutto il rapporto, solitamente tignoso e lunghissimo, fino a cadere esausta. Hai vinto tu, certo, ma lei era un cesso.
L'ultrasensibile: Dove la tocchi sbagli, ma non te lo dirà mai. Piuttosto che dirti che in quel punto è particolarmente sensibile (il contrario della tua ultima partner, magari, dove dovevi usare una certa energia e ruvidità nel contatto) morirà. Non parla MAI apertamente, è troppo imbarazzata, e se provi a interloquire, a chiedere, di sicuro verrai tacciato di “uccidere la poesia”. Ecco, poesia! E tu che pensavi che steste facendo sesso...
La Mascolina: Dura, efficace. Ti monta come una qualsiasi bestia da soma per raggiungere lo scopo, e se ne fotte abbondantemente se ti sta piacendo o no. Ma non per cattiveria, è solo priva di sensibilità. Sovente clitoridea al 100%, abbisogna di dedizione. Se fosse appena un po' più rigida si spezzerebbe in due.
La Super: Donna esperta, si vede, si sente, ha affinato le tecniche. Fa tutto ai massimi livelli, non ha paura di nessuna perversione sessuale, le ha provate tutte. Fa sesso perchè le piace, se riesci a tenere il suo ritmo, ti diverti tantissimo. Unico difetto, quando sei dentro senti che avanza un sacco di spazio. Non è una stradina di campagna, è un'autostrada dell'amore!
La Donna con la D maiuscola : Pensa di essere la migliore donna che tu possa mai avere a letto, pensa di fare la miglior “fellatio” del mondo. Quando la metti di fronte alla cruda realtà, ovvero una misera sufficienza, le crolla il mondo sotto i piedi e va in ansia da prestazione.
La Chiacchierona : In pubblico dichiarerà di cercare uomini con membri grandi come tubi innocenti, energici e resistenti per almeno tre ore. Alla prova dei fatti, come il peggior bullo da bar, si smonterà dopo neanche un'oretta, pregandoti di non spingere così a fondo e di essere più delicato.
La timorata di Dio: Per lei il sesso è un dovere, non un piacere. Non te lo prende in bocca, il sesso anale è fuori discussione, le mani a posto. Gode solitamente come una fontana, in religioso silenzio, o gridolini soffocati.
La Pudica: Solo a luci spente, la sua voce è poco più di un tenero sussurro, solitamente ha alcune reticenze superabili a volte con la tecnica o con il tempo. A lungo andare regala grandi soddisfazioni. Ma ricordatele sempre che state facendo un amore romantico, non del sano sesso. Il problema sarà quando accenderete la luce e la vostra immaginazione avrà superato di gran lunga la cruda verità.
E mi fermerei qui, non tanto perchè non conosca altri archetipi di comportamento femminile, ma perchè vorrei sottolineare una questione che mi preme assai.
Se un uomo ha dei problemi sessuali, solitamente si cura. Magari prende il Viagra (anche se ha 20anni e la sua è solo ansia o bisogno di stupire) però, sovente, si cura, si consulta con dei dottori, prova rimedi. Questo anche perchè la sessualità dell'uomo è esterna, evidente. La donna no. Non le sfiora nemmeno l'anticamera del cervello che possa avere un problema. Ha dolori durante la penetrazione? Aspetta l'uomo giusto. Soffre di secchezza vaginale? E' solo una questione di romanticismo. Non raggiunge MAI l'orgasmo? Ah beh, tanto le altre fingono. Ecco, non siate presuntuose. Non fatevi ingannare dalla grandiosa capacità che avete di raggiungere un orgasmo anche solo “cerebralmente”, non è così che deve funzionare, non sempre! Benchè sia evidente che quest'ultima è una componente più che fondamentale, non è di certo l'unica. E se il problema non ce l'avete in mezzo alle gambe, allora ce l'avete in testa, frutto di retaggio culturale, cultura religiosa o pressioni familiari. Salvo poi, con la maturità, riuscire a vedere finalmente la luce nel fondo del tunnel, e scoprire che avete buttato nel cesso i migliori anni della vostra vita sessuale.
Paternalisticamente vostro,

El Presidente

27 gennaio 2010

Sesso Orale

Calma e sangue freddo. Detesto creare false illusioni in chicchesia, per cui premetto subito che l’argomento di oggi non trattera’ fellatio, cunnilinguus e affini, bensi’ cio’ che accompagna molto spesso i miei ammolli in piscina, le mie serate danzanti (e non), i miei slanci di curiosita’, una fetta di finestra personale sul mondo: il sesso “orale”*, cioe’ parlato, discusso, sviscerato. Il sesso teorico, teoretico e teorizzato, l’argomento lanciato lì e poi lasciato in sospeso “fino alla prossima vasca”. Il sesso sognato, mancato, a volte perfino bistrattato, fatto a pezzi, urlato. Ma anche il sesso che ti fa parlare, che tira fuori tutto di te, perfino i tuoi lati nascosti, i tuoi desideri più reconditi, il sesso che ti fa ululare mentre sei li’ che “stantuffi e godi” (autocit.).
Dicono che in quel frangente le persone siano disposte a promettere l’impossibile, o addirittura a volte giurano di amarti, salvo poi risvegliarsi dopo l’orgasmo e rendersi conto di aver amato giusto il tuo organo sessuale per pochi istanti. Forse è per questo che tanti uomini copulano in religioso silenzio: per paura di lasciarsi andare e pronunciare frasi compromettenti, che potrebbero essere fraintese dalla partner di turno.
E’ solo un’ipotesi.
Fatto sta che di partner silenti ne ho incontrati a iosa. Tanto alacremente impegnati nel loro esercizio ginnico da non poter sprecare fiato in paroline dolci, o anche gemiti, sussurri, impressioni colte al volo, emozioni non trattenute.
Si potrebbe tentare di individuare alcune tipologie di partners in base alle loro capacità comunicative. Ci provo aggiungendo all’esperienza un po’ di sana fantasia:

- l’atleta (vedi descrizione sopra): il solo fatto che si stia impegnando cosi’alacremente per farti godere lo rende tenero ed encomiabile. Da un lato non saprete mai cosa sta provando, dall’altra potrete divertirvi a sparare fuori tutto ciò che vi passa per la testa, tanto lui non vi ascolterà.
- Il timorato di Dio: ama fare sesso, e si vede. Non è molto discorsivo ma nel momento dell’orgasmo in genere si rivolge al soffitto con sguardo supplichevole chiedendo perdono per avere peccato.
- Il mistico: si differenzia dal precedente perché nell’esplosione orgasmica urla con tutte le forze rimaste: Oh Dio, oh Dio, oh Dio…Amen.
- Il prete confessore: trattasi di colui che, mentre lo fa, ti sottopone ad una sorta di terzo grado per sapere cosa stai provando, se ti sta piacendo, se il suo membro è “niente male”, come lo vorresti, come lo faresti, dove lo prenderesti…insomma….BASTA! LASCIAMI GODERE IN PACE!
- L’attore porno: è il partner che pensa di essere Rocco davanti ad una cinepresa. Assume le pose più disparate e ti riempie di sconcerie verbali, senza accorgersi che tu sei lì a limarti le unghia della mano destra in attesa del ciak finale.
- Il soprano**: urla, sbraita e stantuffa come un forsennato mettendo a serio pericolo la struttura portante del letto. Inizialmente godi di cotanta foga, ma poi vorresti legarlo al letto con una camicia di forza. Trascorri gran parte del tempo a capire come immobilizzarlo senza che se ne accorga, usando alfine tutta la diplomazia che ti è consona nel semplice gesto di tappargli la bocca con una mano.
- Il maestro: ti possiede con autorità, facendoti assumere le posizioni più svariate, la cui sequenza probabilmente viene studiata a tavolino prima del coito. Lezioso, non ama essere contraddetto, e se è in serata di grazia ti mette pure il voto.
- Il benzinaio: infilare la pompa nel buco è il suo mestiere. Non conosce preliminari, freme a testa bassa in cerca di una o più fessure, qualche volta trova conforto nelle vostre labbra superiori, ma il pieno lo fa da tergo. Non consuma la sigaretta del dopo per ovvi motivi.
- Il dottore: parte dal presupposto esistenziale che la cura di tutti i mali si trova tra le sue gambe***. Ve lo infila con fare protettivo, durante il coito vi rassicura che vi farà stare meglio o che vi guarirà del tutto. Peccato che la sua prestazione spesso sia da “pic indolor”…GIA’ FATTO??
- Il trapanatore: pensa che l’unico modo per farvi godere sia di stantuffarvi a ripetizione al suo ritmo. Niente di più sbagliato. Mentre voi siete lì ad aspettare che finisca, lui ha perfino la faccia tosta di venire urlando e sbraitando quasi fosse in preda a delle crisi convulsive. Nel riaprire gli occhi in genere fatica a riconoscervi.
- Il maratoneta: all’opposto del precedente, lui e’ tutto per voi. Perfetto, impeccabile, si prodiga senza venire per ore, volendo anche per giornate intere, concentrato nel farvi raggiungere il numero piu’ alto possibile di orgasmi. Di solito si sospende la maratona per sopravvenuta ansia da prestazione (di lei) e/o crampi alle gambe (di entrambi).

Queste sono solo alcune delle tipologie che mi vengono in mente, molte sperimentate sul campo, altre frutto della mia fantasia….tutto, purchè se ne parli.

Letizia




*tutti i diritti d’autore di questa definizione spettacolare vanno al mio amico Andvea, nuotatore sopraffino e cuoco indefesso, nonché maestro di vita.
**sostantivo mutuato sempre da lui, il mitico Andvea, che lo usa per lo piu’ per indicare “colui che sta al piano di sopra”.
***cribbio, e come dargli torto?